POPS I BOUS
Miriam Colognesi si presenta con questo progetto molto diverso, nelle apparenze, dai suoi precedenti lavori. Improvvisamente uno squarcio di luce, un impulso a farsi abbagliare dal colore, e lasciar andare la mano nelle linee armoniose che, come in una trance, si chiudono in forme sinuose o spigoli. Fa paura quando qualcuno improvvisamente cambia, anche nel caso di una artista. Hanno paura i galleristi, hanno paura i critici. Gli artisti devono riprodursi nei loro “oggetti” senza cambiare troppo. Ecco allora che Pops i Bous, tori e polpi, disegnano uno spazio di riflessione nel quale Miriam Colognesi entra serendipicamente senza pregiudizi e modelli precostituiti, trovandosi quasi per caso nell’arena in cui avviene la sfida fra il duro e il molle, lo spigoloso e l’avvolgente, la terra e l’acqua, il toro e il polpo, con le loro specifiche sensualità. Miriam si trova a dover domare queste fantasmagorie emerse dal profondo, figure talvolta pericolose, rivelatrici di dimensioni impulsive, e lo fa agganciandole al noto, ai proverbi, ai luoghi comuni, alla mitologia conosciuta che già di per sé è forma di controllo dell’irrazionale.
Incantati dal gesto fluido dell’artista, polpi e tori infine si lasciano catturare, ci guardano con i loro grandi occhi allucinati e felici, catturati dalle reti simboliche che l’artista ha disposto sul loro passaggio, si muovono divertiti sulle pareti della galleria.